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Come prepararsi a una maratona cittadina? Il piano settimanale che riduce stress e migliora le prestazioni

📅 14 Agosto 2026✍️ di Elenia Sartini⏱️ 4 min di lettura

Per prepararti a una maratona cittadina senza stress, segui un piano settimanale con 2 sedute di qualità, 1 lungo, 2 corse facili e 2 momenti di recupero o cross-training. Volumi progressivi, forza due volte a settimana, sonno e alimentazione curati. Così migliori prestazioni, senza sovraccarichi inutili.

Corro triathlon da dieci anni e ho imparato a domare la testa prima dei chilometri. Ho superato la paura dell’acqua, oggi gareggio tra amatori e condivido strategie che funzionano nelle settimane piene, in città vere, con semafori e orari stretti.

Il piano settimanale, pronto da usare

  • Lunedì — Recupero attivo: 30–45 minuti corsa molto facile + 10 minuti mobilità anca e caviglia. Respirazione nasale, cadenza fluida.
  • Martedì — Ripetute: riscaldamento 15 minuti, 6–10 x 800 metri a ritmo 10 km con recupero 400 metri facile, defaticamento 10 minuti. Stimolo su VO2 max.
  • Mercoledì — Forza + facile: 20–30 minuti forza total body (squat, affondi, hip hinge, core) + 30–40 minuti corsa facile. Carichi moderati, tecnica pulita.
  • Giovedì — Tempo run: 10 minuti riscaldamento, 20–40 minuti a ritmo maratona meno 15–20 secondi al km, 10 minuti defaticamento. Focus postura e economia.
  • Venerdì — Riposo o cross-training: 30–45 minuti bici blanda o nuoto facile, stretching. Sonno prioritario.
  • Sabato — Lungo progressivo: 90–150 minuti. Prima parte facile, ultimi 30 minuti a ritmo maratona. Prova alimentazione e idratazione gara.
  • Domenica — Rigenerante o totale riposo: 30–50 minuti molto facile, foam roller, mobilità toracica.

Intensità chiave: facile vuol dire parlare senza affanno; qualità richiede concentrazione ma ritmo sostenibile. Se usi la frequenza cardiaca, resti sotto soglia nei giorni facili.

Semafori e marciapiedi? Trasformali in micro-recuperi o in fartlek urbano. Scegli parchi, argini o pista per le ripetute.

Perché funziona in città

La distribuzione 80/20 limita il carico nervoso: circa l’80% dei minuti a bassa intensità, il 20% di qualità. Meno cortisolo, più adattamenti utili.

Le due sedute di qualità sono distanziate. Il lungo è protetto da giorni leggeri. Margine di sicurezza se salta un allenamento.

Il cross-training preserva articolazioni sull’asfalto duro. La forza migliora economia di corsa e riduce infortuni da impatto.

Il piano accetta l’imprevisto urbano. Se piove forte o l’aria è pessima, sposta una seduta o vai indoor. La coerenza vince sulla perfezione.

Come adattarlo al tuo livello

Principiante: 3–4 corse a settimana. Lungo da 70 a 120 minuti in 8–10 settimane. Ripetute corte (200–400 metri), qualità una sola volta.

Intermedio: 4–5 corse. Lungo fino a 150–180 minuti. Due qualità stabili, volume settimanale in crescita del 5–10%.

Avanzato: 5–6 corse. Doppia seduta leggera nei giorni facili, lungo con segmenti a ritmo mezza maratona quando recupero è ottimale.

Ogni 3–4 settimane, settimana di scarico: riduci volume del 30–40%, mantieni un richiamo di intensità breve.

Taper: ultime 2 settimane taglia volume 40–60%, conserva brevi allunghi. Entri fresco, non arrugginito.

Nutrizione e idratazione in città

Nei giorni impegnativi assumi carboidrati a ogni pasto. Indicazione pratica: piatto diviso a metà tra carboidrati complessi e verdure, più proteine magre e grassi buoni.

Nel lungo: 30–60 grammi di carboidrati l’ora, acqua più sodio 300–600 mg l’ora nelle giornate calde. Testa tutto in allenamento.

Caffeina solo se ti giova e già provata. Evita esperimenti in gara. Io preparo spesso snack semplici: datteri con burro di arachidi o mini rice cake salate.

Qualità dell’aria: preferisci mattino presto o parchi nei giorni trafficati, come suggerito da linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Se l’indice è alto, sposta indoor o alleggerisci.

Dettagli di gara e gestione mentale

Scarpe: scegli modelli collaudati. Le super shoes aiutano, ma solo se testate nei lunghi e compatibili con la tua tecnica.

Strategia: parti conservativo, cerca ritmo stabile e negative split leggero. Idrata ai ristori, gel a intervalli regolari.

Percorso urbano: curve strette e pavé chiedono attenzione. Guarda 10–15 metri avanti, non ai piedi. Evita zig-zag nelle prime griglie.

Mental game: spezza la gara in blocchi da 5 km. Ripeti un mantra semplice. Nelle crisi, torna a postura, braccia e respiro. Funziona anche in piscina quando affiora la paura: stesso reset, stessa lucidità.

Logistica: prepara il kit la sera prima, controlla trasporti e bag drop. Arriva con anticipo, riscaldamento breve, allunghi leggeri.

Nota salute: se avverti dolore che altera la corsa, ferma e valuta. Meglio perdere un allenamento che una stagione.

Questo piano protegge la testa e costruisce gambe solide. È il minimo efficace che resiste al caos della città e lascia spazio alla vita. Poi, chilometro dopo chilometro, fa il resto.

Elenia Sartini

Elenia Sartini ha iniziato a praticare triathlon una decina di anni fa, affrontando la paura dell’acqua. Ora partecipa a gare amatoriali e racconta cosa significhi superare i propri limiti. Nel tempo libero sperimenta ricette energetiche e scrive consigli di allenamento per chi inizia da autodidatta.

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